Approfondimento

3° Incontro Forum Turismo Sostenibile: proposte e molti passi avanti.

Stiamo mettendo al centro un’altra Italia che non vive nelle grandi città ma in piccoli centri urbani, nei tradizionali borghi delle zone montane o sulle vie dell’acqua.
Abbiamo intrapreso un viaggio per preservare e valorizzare un patrimonio che rappresenta un nuovo modello economico, di produzione e di consumo, basato su salute, sostenibilità ambientale e qualità della vita.
Nella scorsa legislatura era stata approvata una legge ad hoc per la tutela e la promozione dei piccoli comuni, e oggi, in virtù di quella legge ci sono 160 milioni di euro da destinare a questi territori usandoli in maniera proficua. Ora serve applicare quella legge e innestarla nel nuovo percorso che va avviato per cambiare e innovare radicalmente il Paese anche alla luce della pandemia.
I circa seimila piccoli centri a rischio demografico, sparsi su due terzi del territorio italiano, in quelle che a livello istituzionale sono state definite “aree interne”, sono una grande ricchezza di opportunità per l’Italia in quanto difendono il territorio dal rischio idrogeologico, custodiscono risorse preziose come l’acqua e le foreste, vantano un invidiabile patrimonio naturalistico, agricolo e culturale).
Ma la carenza di servizi essenziali come scuole, trasporti pubblici, sanità sostenibile, infrastrutture e banda larga creano l’altra faccia della medaglia.
La Strategia nazionale per le aree interne è del 2013 ed ora l’emergenza coronavirus ha riportato l’attenzione su queste aree del Paese perché sono in grado di contrastare meglio delle grandi città la diffusione del virus e di garantire una qualità della vita migliore.
La legge di Bilancio approvata a fine 2019 assegnava per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024, contributi per investimenti destinati ad opere pubbliche in materia di efficientamento energetico – interventi volti all’illuminazione pubblica, al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica e di edilizia residenziale pubblica, nonché all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e di sviluppo territoriale sostenibile, ovvero in materia di mobilità e messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio.
A questa si affiancano le opportunità derivanti dagli stanziamenti per la messa in sicurezza del territorio e la lotta al dissesto idrogeologico, e quelli messi a disposizione per connettere le scuole italiane, a partire da quelle ancora non raggiunte da una connessione stabile, e dotare studenti e famiglie di device adeguati.
D’altra parte il recente decreto Rilancio non ha messo al centro in maniera efficace il settore del Turismo, di cui ci stiamo qui occupando in modo specifico essendo anche uno dei settori maggiormente colpiti dalle misure restrittive decise per fronteggiare l’espansione del contagio da coronavirus,.
Sono state introdotte due misure. Esaminiamo il primo, il Bonus vacanze.
È un mix di agevolazioni, quello introdotto dall’articolo 176 del Dl n. 34/2020 che riconosce un credito “flessibile” alle famiglie le quali, pur in condizioni economiche difficili, decidono di trascorrere un periodo di vacanza.
Il bonus, utilizzabile dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 per il pagamento di servizi offerti in Italia dalle imprese turistico ricettive, dagli agriturismo e dai bed & breakfast, è offerto ai nuclei familiari con Isee, in corso di validità, non superiore a 40mila euro, nella misura massima di 500 euro per i nuclei composti da tre o più persone, di 300 euro per le coppie e di 150 euro per i single.
Ed ecco le condizioni:
  • ne può usufruire un solo componente della famiglia per la villeggiatura offerta da un’unica struttura turistica (impresa ricettiva, agriturismo o bed & breakfast)
  • l’avvenuto pagamento deve essere certificato tramite fattura elettronica o con specifico documento commerciale (articolo 2, Dlgs n. 127/2015), nel quale va indicato il codice fiscale del beneficiario dello sconto
  • il pagamento deve essere effettuato senza servirsi dell’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.
Il bonus si presenta, da un lato come vero e proprio sconto, dall’altro si trasforma in detrazione. Da un’ulteriore prospettiva, invece, diventa credito d’imposta. Funziona così: il cliente, riceve l’80% del contributo assegnatogli sotto forma di sconto effettuato direttamente dalla struttura ospitante. Il restante 20% del bonus sarà fruito come detrazione d’imposta al momento della dichiarazione dei redditi.
Lo sconto praticato dalla struttura fornitrice del servizio, per la stessa, si trasforma invece in credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione. Un credito che, come altri legati all’emergenza economico-sanitaria, può essere ceduto a terzi, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione.
Passiamo ora ad esaminare i Fondi.
Nello stato di previsione del ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo sono istituiti tre diversi Fondi.
Il primo, previsto dall’articolo 178, con l’intento di sostenere il settore turistico attraverso operazioni di mercato, è finalizzato alla sottoscrizione di quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio e fondi di investimento, gestiti da società di gestione del risparmio, in funzione di acquisto, ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad attività’ turistico-ricettive. Per il “Fondo turismo”, che riceverà ulteriori istruzioni in un decreto ministeriale, sono stati messi da parte 50 milioni di euro per il 2020, che, se necessario, diventeranno 100 nel 2021.
Il secondo, il “Fondo per la promozione del turismo in Italia” introdotto dall’articolo 179, con una dotazione di 20 milioni di euro vuole favorire la ripresa dei flussi turistici sul territorio nazionale. I beneficiari, le iniziative da finanziare e le modalità di assegnazione delle risorse saranno individuati, entro trenta giorni, da un decreto del ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, sentito l’Enit, l’ente nazionale per il turismo.
Venticinque milioni di euro per il 2020 vanno, invece, a rifornire un ulteriore “salvadanaio” a disposizione, questa volta, delle agenzie di viaggio e dei tour operator (articolo 182). Le modalità di assegnazione delle somme saranno fissate, anche queste, con decreto.
Infine, tenuto conto dei negativi riflessi economici della crisi del settore sulle casse degli enti locali, l’articolo 180 istituisce, nello stato di previsione del ministero dell’Interno, un Fondo di 100 milioni di euro, per il ristoro parziale dei Comuni a fronte delle minori entrate derivanti dalla mancata riscossione dell’imposta di soggiorno o del contributo di sbarco, dovuta alla totale assenza di turisti.
Isa Maggi – Coordinatrice Nazionale Stati Generali delle Donne
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